Come matura il TFR
Ogni anno il datore di lavoro accantona la retribuzione dell’anno divisa per 13,5 (art. 2120 del Codice civile), meno lo 0,50 % della retribuzione che versa all’INPS come contributo aggiuntivo (legge 297/1982). Il fondo accumulato al 31 dicembre si rivaluta dell’1,5 % fisso più il 75 % dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati (FOI) rispetto a dicembre dell’anno precedente; la rivalutazione sconta un’imposta sostitutiva del 17 %.
Tassazione alla cessazione
Il TFR è soggetto a tassazione separata: si calcola il reddito di riferimento (TFR al netto delle rivalutazioni già tassate, diviso per gli anni di servizio), si applicano gli scaglioni IRPEF e l’aliquota media risultante si applica a tutto il TFR. L’Agenzia delle Entrate ricalcola poi l’imposta con l’aliquota media dei cinque anni precedenti.
Limiti
- L’ISTAT non pubblica un coefficiente TFR ufficiale: lo calcoliamo dall’indice FOI senza tabacchi, con la parte fissa pari a 1,5 % × mesi ÷ 12.
- TFR in azienda; non considera fondi pensione, anticipazioni, frazioni di mese, la riliquidazione con l’aliquota media dei cinque anni precedenti.